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| foto Lorenzo Loreti |
Cosa provasse Tindara, mentre sceglieva le cose da mettere nel grande baule verde, forse non lo capiva nemmeno lei.
Alla partenza mancavano ancora due mesi, ma le contenute dimensioni del bagaglio, concesso in terza classe, la costringevano a scegliere già ora cosa portare e cosa lasciare.
Quel giorno poteva prendersi tutto il tempo che le serviva. La za Angiulina era appena stata sepolta nel cimitero della chiesa vecchia: così voleva e così, prima di morire, si era fatta promettere da Don Cincotta.
Quelli del Torrione come lei dovevano finire sotto terra al cimitero comunale di Pecorini ma il Parrino, facendo un’eccezione, l’aveva accontentata perché lei in quello non aveva parenti. Sono stata già tanto sola in vita – diceva – almeno da morta cerco compagnia.
